| SEMINARIO REGIONALE |
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SABATO 27 OTTOBRE 2007, presso il Salone di VILLA GALLIA – Sede della Provincia di Como, si è svolto il SEMINARIO REGIONALE per operatori sportivi degli Istituti Penitenziari Lombardi, L’appuntamento comasco, che conferma il tradizionale e fondamentale impegno dell’Uisp verso i propri operatori ed operatrici sportivi (ma non solo…), ha rappresentato anche quest’anno un doveroso momento di approfondimento sul significato dell’operare nelle carceri lombarde, mettendo a confronto le diverse esperienze maturate e realizzate nei 10 Istituti Penitenziari della Lombardia, coinvolti nel “Progetto” dell’Uisp e sostenuto dalla Regione Lombardia. L’apertura del Seminario è stata a cura di Concetta Sapienza, Presidente dell’Uisp di Como, che non solo ha fatto gli “onori di casa”, ma ha anche apprezzato la scelta di svolgere l’incontro a Como, a suggello del rinnovato impegno tra le diverse realtà presenti all’interno dell’Istituto comasco, come verrà riferito anche in seguito da altri interventi. Il Responsabile Regionale del “Progetto”, Alberto Saldi, dopo aver illustrato il percorso associativo dell’Uisp Lombardia sul versante carcerario - che ha alle spalle ormai un’esperienza ultra decennale e gli obiettivi dell’incontro - ha letto il saluto pervenuto da parte del Dott. Pier Gianni Prosperini, Assessore Giovani, Sport, Promozione Attività Turistica della Regione Lombardia, nel quale vi sono riportate le motivazioni per le quali la Regione Lombardia ha deciso di sostenere il “Progetto” dell’Uisp: l’impatto sociale che rappresenta il fare sport in carcere, il ruolo dello sport nei confronti dei detenuti per il grande significato che assume la pratica sportiva nella crescita della persona umana. Anche i saluti da parte delle Istituzioni presenti hanno ribadito il ruolo “sociale” dello sport in carcere: dalla Dott.ssa Saladini, Assessore ai Servizi Sociali e Pari Opportunità della Provincia di Como, al Dott. Agnese, in rappresentanza dell’Assessore allo Sport e Istruzione Mojoli della Provincia di Como. Si è entrato nel vivo delle tematiche carcerarie con l’intervento del Dott. Mauro Imperiale, Capo Area Educativa Casa Circondariale il Bassone di Como, il quale, dopo aver apprezzato con felicità la presenza di numerosi volontari ed operatori, ha analizzato le prospettive su “La valenza educativa dello sport in carcere”: lo sport come rispetto delle regole, l’accettazione dei limiti, il saper perdere e la lealtà nei confronti dell’avversario che se realizzati in un contesto totalizzante come il carcere assumono un ben più profondo significato di crescita personale. L’intervento del Prof. Carlo Alberto Romano, Docente di Criminologia all’Università degli Studi di Brescia e Responsabile Scientifico del “Progetto - Carcere” dell’Uisp Lombardia, molto articolato ed appassionante che ha destato grande attenzione ed interesse nei presenti, ha illustrato gli strumenti, le risorse ed i limiti della comunicazione interpersonale in ambito penitenziario (interna, detenuti/operatori, esterna, il carcere verso l’esterno e l’esterno verso il carcere) e, quindi, il delicato ruolo dei volontari/operatori sportivi che entrano in contatto con una “Istituzione Totalizzante”, com’è, appunto, il carcere. La massima cura e costante preparazione nella formazione professionale di tutti coloro che entrano in contatto con il mondo carcerario, è la garanzia che non andranno perduti gli sforzi e le attività che si compiono in carcere. Il Prof. Romano è poi entrato nello specifico su tre filoni culturali importanti in questo percorso: la musica come trasferimento delle emozioni e presa di coscienza della revisione critica, il teatro come forza espressiva che facilita le relazioni sociali e l’autoanalisi, lo sport come attività fondamentale prevista del Trattamento dell’Ordinamento Penitenziario, Art.15, e prevenzione della recidiva, accettazione delle regole e rispetto, elemento di grande forza ricreativa e, pur non annullando le gerarchie, lo sport come mezzo di annullamento delle differenze sociali.Spazio quindi ai numerosi interventi degli operatori e operatrici sportivi, ai dirigenti e volontari presenti che hanno descritto le particolari difficoltà in ambito locale nella realizzazione delle attività del “Progetto” ed i risultati raggiunti. A ribadire quanto sostenuto nella relazione del Dott. Imperiale e cioè di come sono importanti le presenze dei volontari e degli operatori sportivi all‘interno del carcere comasco, hanno contribuito gli interventi di due detenuti (che hanno raccontato la loro esperienza sportiva personale e ciò che rappresenta la pratica sportiva), della volontaria che sta realizzando l’attività teatrale in carcere, con le relative rappresentazioni, e l’insegnante di aerobica e pallavolo che ha confermato i salutari benefici fisici e psicologici delle detenute nel condividere l’esperienza sportiva. Per i dirigenti ed operatori dell’Uisp di Milano, vi è la necessità di poter usufruire di altri incontri formativi simili a quello odierno, al fine di mettere sempre di più a confronto le varie esperienze personali; inoltre hanno sottolineato il rapporto fondamentale con gli Agenti di Polizia Penitenziaria, rimarcando la scarsità di risorse economiche nella realizzazione di tutti gli interventi nelle carceri e sul territorio (con lo specifico anche dell’esperienza con i minori). Per l’Uisp di Lodi , essendo il carcere all’interno della zona vecchia della città, sono ben consolidati i rapporti con le Istituzioni e con i Sindaci della zona lodigiana, che sono pure entrati in carcere per una partita di calcetto, evidenziando poi anche l’esperienza del giornalino del carcere, pubblicato sul quotidiano locale. Per i Comitati Uisp di Mantova, Cremona, Brescia e Varese, partendo dalle iniziative proposte quest’anno, è emersa una riflessione sulle potenzialità di un ulteriore sviluppo delle stesse in futuro, con la preziosa collaborazione dei gruppi esterni, degli Istituti Scolastici, dei volontari e dirigenti delle società sportive. Tutti gli intervenuti hanno confermato quanto siano delicate ed importanti per l’organizzazione della vita quotidiana carceraria le proposte sportive offerte, che hanno raccolto nel 2007 la piena ed entusiastica adesione da parte dei detenuti e detenute. Nel contempo, gli operatori ed operatrici hanno ribadito la piena disponibilità anche per il 2008 a continuare a condividere questa straordinaria esperienza, che li ha arricchiti sia sul piano professionale, sia su quello intimamente personale. Il Responsabile Regionale del “Progetto”, Alberto Saldi, nel ringraziare calorosamente tutti i partecipanti a questa importante occasione di “ascolto e di confronto”, ha riaffermato il pieno e convinto impegno associativo all’interno degli Istituti della Lombardia anche per il 2008, sottolineando che sono momenti anche come questi del Seminario che danno una spinta incoraggiante per proseguire nel difficile cammino nella realizzazione dello “sport per tutti”. Inoltre, ha ribadito che l’intero “Progetto” 2007 si è realizzato grazie al sostegno ricevuto da parte della Regione Lombardia, delle Istituzioni locali, delle Direzioni, Educatori e Personale Penitenziario e delle numerose disponibilità personali da parte dei volontari, dei gruppi esterni, degli operatori ed operatrici sportive: a tutti loro un sincero ringraziamento per la fiducia riposta nella nostra Associazione. |



